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Terranova “Da pd solite barzellette, è Grande Sud l’antidoto ai morso velenosi del passato”

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“Grande Sud è entrata a pieno titolo nell’alleanza di centrodestra proprio per impedire che si possa ripetere quanto accaduto con certe miopi politiche di Tremonti. Il movimento arancione è l’antidoto ai morsi velenosi che il Meridione è stata costretta a subire nel recente passato”. Lo afferma il parlamentare nazionale di Grande Sud, Giacomo Terranova.

Miccichè “Sì al 75% delle tasse al Nord solo se il 100% resteranno al Sud”

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“Sulle macroregioni siamo d’accordo, non vogliamo togliere al Nord ciò che gli spetta, a condizione che non venga toccato quel che spetta al Sud.La Legachiede che il 75% delle tasse resti al Nord? Ok, purché in fase di perequazione si lasci al Sud il 100%”. Lo ha detto il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, intervistato da ‘Il Giornale’.

Solo la proposta può relegare la protesta a mero sfogo dei pochi

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di Francesco Armetta – Il confronto tra i cinque aspiranti leader del centrosinistra, andato in onda ieri sera su Sky, ha dimostrato che esiste una politica fatta di idee e progetti per il Paese. Possono essere condivisi o meno ma è questa la migliore risposta che la classe dirigente, almeno una sua parte, poteva e doveva dare contro il dilagare del grillismo.

Il Movimento 5 Stelle si abbevera nel vuoto programmatico di una politica lontana ormai mille miglia dalle reali esigenze della gente, attenta solo all’apparire piuttosto che all’essere. E le elezioni in Sicilia ne sono state la riprova. Al centro del dibattito non una sola questione programmatica per la crescita dell’Isola ma un nervoso e inutile confronto su questioni secondarie, spazzate via dal giudizio che gli elettori hanno espresso nel segreto dell’urna. Unica eccezione, il disegno di legge sulla modifica del sistema amministrativo presentato da Gianfranco Miccichè.

Se la politica tornasse al confronto, vero, serrato sui temi che interessano il futuro della gente, non ci sarebbe bisogno di perdere del tempo prezioso nell’elaborare una legge elettorale in grado di disinnescare la bomba Grillo. Il Movimento 5 Stelle nasce dall’indignazione, dalla rabbia. Il momento della protesta però supera di gran lunga quello della proposta. Lo dimostrano le ‘difficoltà’ che i quindici neo parlamentari regionali siciliani stanno incontrando per dare seguito alla promessa elettorale di riduzione a soli 2.500 euro del loro stipendio mensile. Tra il dire e il fare, c’è sempre di mezzo il mare.

E’ compito della buona politica offrire delle risposte, credibili, attuabili. Sulle quali dibattere, discutere. Solo la proposta può relegare la protesta a mero sfogo dei pochi.

Pari opportunità ed elezioni regionali siciliane. Un binomio non sempre perfetto

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Sono tredici le donne che occuperanno gli scranni di Palazzo dei Normanni, tredici deputati in rosa provenienti dalle liste presentate dai partiti.

Tredici su novanta non può dirsi certamente un gran successo per il principio delle pari opportunità, seppur costituisca un indubbio passo avanti rispetto alle tre donne in Aula della scorsa legislatura, ma è tuttavia interessante notare alcuni dettagli numerici non di poco conto.

Il Movimento 5 Stelle porta all’Assemblea regionale siciliana 15 deputati. Un exploit elettorale che, indubbiamente, privilegia i candidati di sesso maschile. Dei 15 eletti, infatti, solo 5 sono donne.

Tra le fila del Partito Democratico, su 14 eletti, figura appena una sola donna neo-onorevole.

Il Cantiere Popolare di Saverio Romano guadagna 4 seggi, ma di questi solo 1 sarà occupato da una rappresentante del gentil sesso.

Rosario Crocetta, il candidato presidente vincente, porta con sé in dote l’intero ‘listino’ e premia ben 4 donne.

Grande Sud, infine, avrà in Assemblea regionale 5 rappresentanti, di cui ben 2 sono donne.

Se la matematica non è un’opinione ed escludendo il ‘listino’ di Crocetta per i motivi di cui sopra, ne consegue che il movimento arancione è riuscito a valorizzare elettoralmente al meglio le quote rosa presenti nelle liste.

Fuor di polemica, infine, è interessante notare come il Pdl siciliano non sia riuscito a esprimere nemmeno un deputato regionale rosa.

Se lo sentisse l’ex ministro per le pari opportunità…

Sicilia: Micciche’ “Abolire sistema autorizzazioni e il Pil vola”

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Il sistema delle autorizzazioni inceppa l’economia siciliana, gli investimenti languono per anni in attesa che si componga il puzzle dei permessi necessari a concretizzarli, e la crescita affonda. Dunque, eliminare le autorizzazioni per passare a un controllo amministrativo ‘ex post’ mobiliterebbe subito le somme arenate nelle secche della burocrazia e il Pil volerebbe.