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EDITORIALE
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Le Regioni, per come sono oggi, rappresentano solo un luogo di spesa, spesso degenerato in corruzione e privilegi
di Gianfranco Blasi*
Quando Gianfranco Miccichè decise di non accompagnare il logo di Grande Sud con il suo cognome indicò un percorso politico. Rafforzò questo concetto quando intese raccogliere la sfida di costruire liste che avessero come ulteriori riferimenti alcuni dei governatori meridionali. Rese ancora più esplicita la strategia quando riuscì a fare sintesi con alcuni movimenti e partiti d’ispirazione meridionalista. Grande Sud è dunque un progetto maturo, certo ancora in itinere, ma fortemente consapevole del proprio ruolo. Il Mezzogiorno ha bisogno per storia e cultura di identificarsi in un processo politico rigenerativo dal punto di vista valoriale e dei contenuti.
Si aprirà nelle prossime settimane il dibattito sulle riforme istituzionali e su quella elettorale. L’idea dei Saggi di Napolitano e quella di Enrico Letta di focalizzare l’attenzione sulle macro – regioni, porterà la riflessione comune su nuove cornici costituzionali e politiche. Maroni ha alzato la posta, pensando ad una sola grande regione settentrionale. Grande Sud parteciperà a questi cambiamenti senza nessun vincolo ideologico. Infatti, le Regioni, per come sono oggi, rappresentano solo un luogo di spesa, spesso degenerato in corruzione e privilegi. Rivedere la forma Stato significa anche restituire ai cittadini Municipi più forti e Regioni diverse per confini, autorevolezza, capacità di rappresentanza. Riformulare l’autonomia regionalista, pensare ad una o alcune macroregioni del sud non sarà dunque un’eresia. Senza le province il principio di sussidiarietà richiedere istituzioni più vicine ai cittadini rispetto a carriere personali e agli interessi dei vecchi partiti.
Il secondo capitolo riguarda la nuova legge elettorale. Nasceranno, rispetto ad essa, nuove aggregazioni partitiche e alleanze, forse oggi impensabili. Liberali, cattolici, innovatori e, nel nostro caso, meridionalisti, potrebbero trovarsi sotto lo stesso tetto. L’Europa, L’Italia, le Macroregioni, i comuni. E’ evidente che Grande Sud parteciperà a questa nuova, complessa stagione se avrà la forza, in queste settimane, di segnalarsi come piccolo partito organizzato, culturalmente incisivo, politicamente in fermento. Continuare cioè nel lavoro che in questi anni Miccichè ha sviluppato.
Ed abbiamo nel governo anche la delega alla Semplificazione da dove si potrà giocare un ruolo importante e non certo di seconda fila.
Saranno giorni impegnativi e decisivi, Grande Sud ha titolo a stare in campo, perché la sua missione territoriale è intatta. E, soprattutto perché non opporrà, questo è certo, nessuna resistenza al cambiamento.
*Segretario Territoriale nazionale
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